35 - Nascita e significato dei simboli-Il Dr. Graziano Menghi vi da il benvenuto sul sito ufficiale di Psicologia Analogica.

la situazione questa

35 - Nascita e significato dei simboli

NASCITA E SIGNIFICATO DEI SIMBOLI CHE DANNO ORIGINE AL VERSO E INVERSO PSICHICO

Al termine del suo fluire, l' energia psichica, arrivata al suo fine ultimo, ora si trova accumulata, in un dato volume di energia statica. Questo accumulo, ora, formato da un certo volume di conoscenze ed esperienze collettive, si è trasformato nel suo esatto simbolo inverso, cioè nel simbolo creativo n° 4, Materno ideale. Questo simbolo, diventa a sua volta generatore di energia psichica e guida dei simboli che nascono e vivono in funzione del questo stesso simbolo. Cioè, i simboli nascenti a seguito dell’ apporto di energia psichica da parte del simbolo n° 4 Materno ideale, ereditano e acquisiscono un modello di pensiero generato e già precostituito, proveniente dalla gerarchia psicologica iniziale. Questi simboli, ora ricalcano una forma simbolica, modellata esattamente con il significato invertito e contrario di loro stessi, di come erano prima. Ovvero, questi simboli sono per tutti i versi reali e immateriali, derivanti dalla forma simbolica esistente originariamente presente nella gerarchia di base stessa. Esattamente come in una medaglia, che da un lato sia di colore bianco e dall' altro è nera. Così, alla stessa maniera, troveremo che seguendo lo stesso esempio sopracitato: la gerarchia psicologica simbolica dei quattro simboli, si modella in maniera esattamente speculare a quella già esistente e, possiede tutte le funzioni prettamente analoghe nel processo del divenire del tempo, analoghe come erano in precedenza ma però, esattamente con specularità simbolica, inversa alla prima. Mentre da un lato un simbolo è un simbolo Paterno reale, contemporaneamente sull' altro lato, esso è un simbolo Materno reale. Questo aspetto psichico, vale di conseguenza anche con tutti gli altri simboli, i quali, nella loro simbiosi, rispettano la medesima specularità simbolica. Di conseguenza, questo fenomeno della sovrapposizione psichica nel verso-inverso simbolico, vale anche per tutta la striscia temporale-gerarchica dei simboli completa, la quale, persegue nel suo fluire e continuo divenire psichico. Lo stesso dicasi per la simbiosi tra singole tipologie psichiche, e così anche per la simbiosi psichica tra griglie psicologiche. Vedi: schemi delle tipologie.

La gerarchia psicologica, mette in moto tutto il processo funzionale psichico intrinseco-estrinseco, dello scambio invertente del valore dei simboli n maniera proporzionale, come descritto precedentemente. Infatti nel continuo divenire del tempo, succede un vero e proprio ribaltamento delle funzioni psichiche e comportamentali dell' individuo stesso. Questo comporta e determina esattamente una analogia funzionale per ciò che avviene alla clessidra: cioè, lo svuotamento della polvere contenuta in una ampolla, che passa da una all' altra in maniera proporzionale. L’ energia psichica generata dal simbolo Materno ideale, passa gradualmente a quello Paterno ideale, e viceversa. Quindi, l' inizio del procedimento del passaggio dell' energia psichica, produce una riduzione proporzionale del volume psichico della prima, in rapporto dell' accrescimento della seconda. Questo processo d' azione, che ha avuto inizio fin dal momento del concepimento dell' individuo, perdurerà in un processo psico-fisico, lungo tutto quanto risulterà l' arco di durata della sua vita biologica, o, sarebbe meglio dire: fino a quando sopraggiungerà la morte materiale fisica dell' individuo stesso; e anche oltre la sua morte, attraverso i suoi geni trasferiti a tutti i suoi eventuali figli. Questo processo di variazione proporzionale dei simboli gerarchici, porta inevitabilmente al cambiamento psichico, ed a una naturale e conseguente proporzionale variazione psicosomatica intrapsichica, che si trasmette, ed accede automaticamente a tutto il -sé- e da lì al pensiero logico dell' individuo; determinando un graduale ma inevitabile cambiamento del suo comportamento d’ origine, il quale, nel tempo del suo vivere può anche diventare esattamente contrario a quello precedente, tenuto fino ad un certo tempo della sua età.

Anche Dante Alighieri, nella sua Divina commedia cita questo cambiamento psichico che avviene durante l’ arco della vita dell’ individuo: nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. Questo meccanismo di inversione psichica del valore simbolico dei simboli, vale sia per il singolo simbolo, che per tutti gli altri simboli che compongono la griglia psicologica completa. I tempi della variazione simbolica, vanno perciò, da un minimo di un psico-secondo, nei confronti di un simbolo, e in modo proporzionale al loro volume psichico si coprono tutte le tappe temporali possibili, dell' intera struttura psichica dell' individuo. Alcuni simboli, mutano in un tempo veloce, altri richiedono, invece, più tempo; infatti la durata di un determinato simbolo nella mente di un individuo, è sempre in funzione del suo potere, o della valenza simbolica che esso possiede e trasmette all’ individuo; tutto è in funzione della durata del tempo che ad un simbolo viene richiesto per poter attuare la graduale variazione del suo potere ed invertire il valore simbolico che trasmette agli altri simboli, e ciò è sempre in rapporto al tempo che esso richiede per poter appagare i propri desideri; per alcuni simboli sono richiesti, pochi minuti, per altri alcune settimane, per altri ancora anni, per alcuni, è richiesto il tempo di una intera vita, altri ancora richiedono più vite vissute, e altri ancora che rimangono per sempre inevasi.

La gerarchia psicologica, scorrendo nel divenire del tempo che inesorabilmente procede nel fluire continuo: segue due direzioni opposte in contemporanea, le quali, sono si in opposizione simbolica, ma sempre a livello temporale, combacianti una con l' altra.

Esse, formano due facciate, di cui una è di natura interiore realistica introversa, appartenente al retaggio passato ereditato e vissuto fino al momento del presente attuale; quindi legata ad uno schema rigido di tipo "oggettivo" già precedentemente esistente e già psicologicamente modellato, che nominiamo: "istanza Paterna". L' altra facciata con i simboli inversi e opposti: di natura estroversa, riflessiva e intuitiva, appartenente al futuro dal momento del presente oggettivo in poi e ancora realmente a livello psicologico da modellare. Assecondante perciò tutte le esigenze della griglia Paterna in una maniera soggettiva e non legata a uno schema rigido prefissato, che nominiamo: "istanza Materna". Questa gerarchia composta di simboli nasce dalla speculare precedente gerarchia di simboli, proprio come un oggetto concreto e tridimensionale, che rimanda la sua immagine riflessa da uno specchio. In maniera analoga, questa facciata di simboli, esiste solo in maniera simbolica nella fantasia mentale dell' individuo, che viene però riflessa dalla realtà oggettiva esterna veramente esistente. Ciò avviene come se questi simboli fossero: una prolunga del proprio apparato psichico, cioè del proprio -sé-. L' altra metà reale esistente che andrà a psicologicamente congiungersi a noi, per completarci.

Terminato il ciclo, quando tutta la polvere interna alla clessidra e passata da una ampolla all' altra, la clessidra viene capovolta e ricomincia un nuovo ciclo d' azione uguale al precedente, protraendo questo ciclo alternativo per la mente dell’ uomo, in maniera continua e perpetua nel tempo del divenire.

La gerarchia psicologica nel seguire il suo ciclo temporale del divenire, ricomincia il suo fluire, che avviene in modo continuo, senza soste, proprio per il fatto che il simbolo n° 1, diventa contemporaneamente il simbolo n° 4, Materno ideale, così come a sua volta torna a essere il simbolo n° 1, Paterno ideale, e così via all' infinito. Dal momento che i simboli che formano la gerarchia psicologica, hanno esattamente una funzione diversa dall' altro, ma che intanto, esistono tutti contemporaneamente nello stesso momento di tempo e, dato che includono e impegnano tutti lo stesso istante di tempo atemporale, bisogna che abbiano una loro propria dimensione fisica e psichica che permetta loro di esistere tutti nello stesso tempo e luogo: ciò può avvenire grazie alle leggi che governano la forma della meccanica quantistica. Questa forma fisica tridimensionale quantica che consegue, la riassume il solido più semplice che si conosca: questo è il tetraedro. Il tetraedro ( formula anche della più piccola molecola primordiale e primigenia che da origine a tutte le cose, cioè: dell’ Idrogeno ), possiede quattro facce che formano la figura geometrica solida più semplice in assoluto esistente in natura, queste forme solide hanno la possibilità di concatenarsi ad altri: a cominciare dal semplice tetraedro iniziale, fino a formare qualsiasi altra forma o struttura concreta, disposta in ogni possibile diversa variegatura reale della materia. Si creano in questo modo altre tipologie psicologiche, fino a ritornare alle origini iniziali, o primigenie, con proprietà biunivoca.

Ora valutiamo questo doppio aspetto della gerarchia psicologica, intesa come due entità separate, creanti a sua volta un' altra riflessione della gerarchia primaria e secondaria assieme, ma esattamente con polarità simbolica opposte alle precedenti. Ovvero, si creano altre due entità gerarchiche psicologiche, anch' esse aventi tipologie separate e invertenti nella loro simbologia di base, nel fluire del loro corso del loro divenire temporale. A loro volta, queste gerarchie, hanno ruoli invertiti tra loro rispetto alle prime due. In pratica, si tratta di due gerarchie psicologiche avente natura di tipo: oggettiva Materna una e soggettiva Paterna l' altra. Queste gerarchie, sono del tutto contrarie nella loro funzione psicologica e agiscono sempre in una perfetta compensazione psichica, in rapporto alle precedenti due gerarchie psicologiche.

In realtà non sarebbe esatto dire che una gerarchia psicologica crea un' altra gerarchia psicologica generata dalla propria riflessione psicologica, dal momento che esistono entrambe contemporaneamente, e dove inizia una finisce l' altra, dimostrando in questo modo di essere una unica gerarchia di simboli. Ma è solamente un modo per poterne spiegare più facilmente la differenza gerarchica esistente tra loro e la funzione intra e extra-pschica della loro essenza psichica.

GERARCHIE PSICOLOGICHE DELLE ISTANZE MENTALI

Riassumendo in breve: esistono quattro gerarchie psicologiche, o, istanze mentali, che formano la struttura psichica dell' individuo e sono:

Istanza Paterna soggettiva ideale o essere o immaginale mentale.

Istanza Materna oggettiva reale o avere o concreta e tangibile.

Queste due istanze psichiche coabitano insieme e formano una unica istanza mentale denominata: "istanza Paterna". Dove l’ istanza Paterna ideale rappresenta in senso metaforico: il silos-contenitore che accumula tutta l’ energia psichica di tutte le esperienze effettuate nella vita. E l’ istanza Materno reale: rappresenta la sua bocca per introiettare e possedere quelle cose.

Insieme a:

Istanza Paterna oggettiva reale o avere o concreta e tangibile.

E istanza Materna soggettiva ideale o essere o immaginale mentale.

Queste due istanze mentali, coabitano insieme e formano una unica istanza mentale denominata: "istanza Materna". Istanza mentale estroversa. Dove l’ istanza Materna ideale rappresenta il silos-contenitore da dove l’ istanza Paterna reale può attingere il suo "carburante" per poter svolgere il ruolo attivo, cioè il suo braccio: atto a servire l’ istanza Materna reale, cioè la bocca dell’ istanza Paterna ideale.

Come si possono notare dalla griglia simbolica riportata nella grafica, si può vedere che i simboli descritti precedentemente, assumono tra loro una posizione di accatastamento o vicinanza simbiotica, cioè sono uno vicino l' altro; questa posizione si rende necessaria, per compensarsi a vicenda nella loro simbiosi prevista per l' accompagnamento gerarchico psicologico. Ma sono pur anche separati, per potersi gestire, in maniera autonoma ed autosufficiente.

Le due istanze, Paterna e Materna, vivono separate in maniera totale e assoluta. Esse, non potranno mai scambiarsi i ruoli tra loro, o, meglio: possono variare la loro intercambiabilità dei loro ruoli psichici di base, ma vi saranno sempre i due ruoli opposti: proprio perché in virtù del tempo che passa continuamente nel continuo divenire, si creano due sensazioni percettive completamente differenti tra loro, cioè tra la prima e la seconda. L' individuo, percepisce e attribuisce certamente tutto un significato diverso, e avverte una sensazione completamente invertente dal tempo inizio di un evento attivo a quello di fine del medesimo evento o anche di una sua possibile diversa configurazione finale. In pratica l' istanza Materna e quella Paterna, sono due stati temporali diversi tra loro; ma si vedrà poi in seguito nei prossimi capitoli, come questi due simboli, sono anche lo stesso simbolo rovesciato e quindi, in quanto tale aspetto quantistico che i simboli assumono, possiedono la medesima temporalità. Quindi, questo aspetto temporale dei simboli della mente è unificato tutto in una unica atemporalità, in rapporto del significato di come: il tempo del futuro e del passato sono la medesima cosa.

Troveremo sempre i simboli n° 1 e n° 2, dell' istanza Paterna che insieme formano rispettivamente il desiderio e il possesso delle cose, uniti tra loro in una simbiosi psichica, ma completamente separati dai simboli dell' istanza Materna, n° 3 e n° 4. I quali, questi altri due simboli, invece, formano rispettivamente l' azione attiva e la creatività o generazione iniziale del pensiero o di qualsiasi movimento attivo del fare dell' individuo. Anche questi simboli sono uniti in una simbiosi psichica. Si notano comunque i simboli n° 2 e n° 3, che sono entrambi di natura oggettiva e, si trovano a essere vicini in una esigenza di compensazione contemporanea uno per l' altro. Difatti, la materializzazione di un simbolo oggettivo, in questo caso del simbolo attinente al Paterno reale, fa in modo che si genera di conseguenza la materializzazione di un simbolo di tipo inverso, e cioè, Materno reale. Ciò definisce: che il simbolo n° 2, Materno reale può continuare ad esistere solo alimentandosi, grazie alla presenza oggettiva del simbolo n° 3, Paterno reale. Senza di esso che lo alimenta, il simbolo n° 2, sarebbe destinato a morire.

tuttavia: ogni singolo simbolo, come si vedrà in seguito, possiede una vita propria e dissociata dagli altri, proprio anche per l' appartenenza ad altre gerarchie psicologiche, le quali, disponendo grazie alla loro diversa collocazione temporale e quindi alla loro conseguente dissociazione psico-fisica, gestiscono una propria gestione psichica e vita autonoma.

I simboli di natura soggettiva, Paterna e Materna di tipo ideale, invece, trovano la loro collocazione sempre in posizioni psichiche opposte e quindi dissociate, rispetto ai simboli di natura oggettiva. Difatti, questi due simboli che possiedono la caratteristica fisica di essere concretamente oggettivati e incarnati simbolicamente in qualcosa di materiale, rappresentano contemporaneamente l' inizio e la fine del tempo, come due entità, fisicamente separate tra loro. Ma proprio per la loro funzione psichica descritta dell' inversione temporale del valore simbolico di un simbolo, essi diventano entrambi un unico simbolo, presente in un unico spicchio di tempo, ma con due funzioni psichiche simboliche contrapposte tra loro.

SOGGETTIVITÀ E OGGETTIVITÀ

I simboli soggettivi non si mescoleranno mai con i simboli oggettivi e viceversa: perché o sono di un tipo, o sono dell' altro. Poiché i simboli soggettivi, per divenire tali, cioè non con caratteristiche fisiche reali, ma bensì solo di natura ideale, abbisognano di una trasformazione, che può avvenire solo tramite il tempo che passa. Questo tempo, porta al risultato di poter trasformare un determinato simbolo oggettivo e concreto, in una diversa tipologia simbolica all' interno della medesima o di altra diversa gerarchia psicologica d' appartenenza.

Ogni oggettiva trasformazione dei singoli simboli, va ad alterare tutto l' equilibrio psichico delle altre gerarchie di simboli, le quali, proprio grazie alla loro simbiosi psichica, sono unite tra loro dal legame temporale di un unico tempo presente, che forma il turbamento base costituito in una unica gerarchia. Ogni avvenuta trasformazione oggettiva, induce quindi le altre istanze psichiche presenti all' interno delle gerarchie compensatrici formate dai vari simboli, all' esigenza di dover agire e conseguentemente portare al riequilibro, lo sbilanciamento psichico sopravvenuto. Questa necessità pone tutto il turbamento base dell' individuo, in uno stato psicologico alterato rispetto a poco prima, che lo avverte come un esigenza di dover fare qualcosa, per compensare lo squilibrio esistente. Questa fase compensatrice, determina per l' individuo, la possibilità di accrescere e maturare psichicamente, tramite tutte quelle stesse esperienze che saranno vissute da lui, e che gli serviranno poi, nel suo divenire prossimo come guida. Ma con il risultato di essere sempre al medesimo punto di partenza; lo squilibrio originale, che è stato avviato in un dato primo momento, al necessario moto attivo compensatore del turbamento sopravvenuto, ritrova, al suo arrivo, sempre lo stesso squilibrio iniziale; cioè come se risolvere quel problema dello squilibrio precedente, non avesse compensato nessun squilibrio presente, anzi: esso è aumentato. Questo squilibrio, ora però è cresciuto in proporzione all' appagamento conseguito, inducendo l' individuo ad una prossima azione più energica e attiva, atta a compensare il nuovo tipo di equilibrio-squilibrio esistente al suo interno. Questo meccanismo d' azione, perdurerà in maniera continua per tutta la durata della sua vita in un crescendo continuo.

Fin' ora abbiamo cercato di descrivere la gerarchia psicologica dei simboli, nella loro forma funzionale originale. Cerchiamo ora di fare brevemente una analogia storica religiosa e biblica della gerarchia psicologica. Lo facciamo esattamente in maniera analoga a come iniziarono a svolgersi gli atti della Genesi. Questi atti, sono descritti nella Bibbia, nei suoi racconti leggendari. Noi li usiamo in questo caso, per poter interpretare la perfetta sincronia e analogia tra i fatti che accomunano la gerarchia psicologica, per cercare di identificare una analogia psichica dei fatti che si sono leggendariamente svolti e, la nascita dei simboli nei loro risvolti temporali e giustappunto: comportamentali, con l' inizio, lo svolgimento e la distruzione della presenza individuale dell' uomo, nella storia della terra tramite l' intervento divino.

DIO CREÒ DAL NULLA LA REALTÀ OGGETTIVA DEI SIMBOLI PATERNO E MATERNO

All'inizio Dio generò tutto il creato. Quindi ci fu la creazione. Noi, associamo la generazione della creazione, al simbolo n° 4, Materno ideale, ( generatore di energia psichica ) insieme al suo simbolo simbiotico n° 3, Paterno reale, determinante la creazione attiva del fare e forgiare le cose necessarie al proprio -sé-. Da questa simbiosi di simboli Dio creò l' uomo, facendogli conoscere tutta la realtà delle cose materiali esistenti, animali, piante, etc. Etc. Da qui la consapevolezza e l' identificazione delle cose oggettive materiali, che noi attribuiamo e associamo al simbolo n° 3, Paterno reale. L' identificazione delle cose reali, avviene unicamente in simbiosi tramite il suo simbolo inverso reale n° 2, Materno reale ( investitura della conoscenza, delle cose appartenenti al mondo reale, nell’ atto di possederle ). Quindi l' uomo si accorse, che seppure poteva esercitare il possesso di tutte le cose materiali a lui conosciute, sentiva che gli mancava qualcosa, cioè egli desiderava di più. Questo qualcosa di più, significava, il volere possedere il piacere di possedere il proprio corpo materiale per permettersi di identificare nel proprio Io, e allora Dio, gli creò la donna, che noi associamo al simbolo n° 2, ( investitura del piacere, derivante da se stesso, cioè, attraverso la sua costola e riconoscimento del proprio Io-Sono razionale ) che appunto viene forgiata con una parte fisica del maschio stesso e il possesso del suo opposto, del corpo oggettivo femminile. Avendo così, la possibilità di introiettare e poter esercitare con questo simbolo il senso del possesso delle cose in maniera oggettiva. Il possesso delle cose, stimola sensorialmente, la sensazione del piacere, dovuto essenzialmente alla riduzione volumetrica del simbolo n° 3, ( riduzione, che può avvenire fino alla sua totale scomparsa). Questi due simboli combinati insieme, e precisamente il Paterno reale e il Materno reale, attraverso la loro unione reale carnale, possiedono contemporaneamente la spinta ad agire ( pulsione ad entrare in azione: simboli Materno ideale e Paterno reale uniti in simbiosi ) e l' appagamento psicologico del possesso finalmente introiettato delle cose desiderate antecedentemente ( pulsione del desiderio, che spinge ad entrare in possesso del bene-oggetto riconosciuto, simboli materno reale e paterno ideale ).

I simboli n° 2 e il n° 3, uniti insieme: possono determinare il senso della azione e del piacere. Il piacere conseguito tramite il possesso delle cose, deriva nell’ aver appagato di energia psichica il fabbisogno del simbolo n° 1 Paterno ideale. Questo simbolo rappresenta il senso del desiderio preposto ad essere appagato e soddisfatto in ogni suo capriccio. Oltretutto questo simbolo è preposto a predisporre, incontrastato, ogni decisione o richiesta iniziale comportamentale di tutti i simboli simbolico-gerarchici, inferiori a lui medesimo. Il simbolo n° 1, è il responsabile del desiderio che attira i simboli inferiori, ad agire in suo volere, vincendo sempre tutte le volte, col proprio potere decisionale sugli altri simboli. Così che, in maniera analoga, Adamo: simbolo n° 3, ubbidendo ad Eva: simbolo n° 2, la quale, ubbidiva al simbolo del potere superiore, Satana il Diavolo: simbolo n° 1, trasgredendo le norme dettate da Dio creatore di tutto l’ Universo: simbolo n° 4 e peccarono, ereditando la morte: simbolo n° 1. Notare che con l' investitura nelle cose reali, tramite il simbolo del piacere n° 2, vi è ubbidienza verso il simbolo n° 1, il quale, a sua volta ottiene contemporaneamente ubbidienza dal simbolo n° 3, e a sua volta disubbidisce al simbolo creativo n° 4, cioè a Dio.

Il simbolo Paterno reale n° 3, disubbidendo alla prima istanza generatrice di natura Materna n° 4, è risucchiato verso la trasgressione tramite il simbolo n° 2 Materno reale. Il quale, ubbidisce all' istanza Paterna ideale, dove domina e regna incontrastato il simbolo n° 1, Paterno ideale: Fine ultimo, questo simbolo, di ogni azione e atti di volontà esperiti dalla mente dell' individuo. Simbolo che segna la fine del tempo della psiche intesa come capacità di pensare oltre al tempo futuro. La distruzione della volontà di agire dell' individuo, avviene tramite la disgregazione e demolizione ( catabolismo psicologico ) di ogni investitura reale appartenente al simbolo n° 2, questa investitura precedentemente esistente al suo interno, viene trasformata in pura energia psichica e memoria del passato ( simbolo n° 1 ). Perché ora questa energia psichica è ritornata ad essere, nella sua inversione speculare della precedente e contemporaneamente al simbolo n° 1, da cui si è generata, cioè: un nuovo simbolo n° 4. Questo simbolo, ora può ricominciare il suo ciclo generativo e creativo dal medesimo punto di arrivo rispetto al precedente simbolo n° 1, ma con il fluire dell' energia psichica e direzione del flusso psichico invertito, rispetto il precedente percorso ( esempio: dove finisce o muore una realtà, da quella medesima disgregazione e dalle sue stesse ceneri, nasce un' altro nuovo inizio e ciclo attivo, speculare al precedente, utilizzando quella medesima energia psichica rimasta inutilizzata ( tutto si trasforma, nulla si distrugge ).

Naturalmente questa è una breve e sintetica spiegazione che in verità sarebbe molto più complessa, ed abbiamo analizzato solo alcuni riferimenti biblici, per cercare di analizzare, conoscere e interpretare il funzionamento della gerarchia psicologica. Difatti, esiste, una grande affinità ed analogia simbolica, dei fatti descritti nella bibbia e già conosciuti certamente quasi da tutti. E da come si svolsero cronologicamente i fatti descritti nella Genesi: in rapporto alla formazione della coscienza e la funzione della griglia gerarchica psicologica, fonte ispiratrice al funzionamento dello psichismo umano.

Tutto ciò, naturalmente, è attribuito da noi, senza secondi fini personali, senza nessuna offesa volontaria, verso il significato biblico attribuito razionalmente.